Quello che rende davvero straordinario il Wing Chun è che per iniziare a praticare non è necessario avere una grande forza fisica per utilizzare la tecnica, né possedere particolari doti acrobatiche o atletiche. Il Wing Chun usa infatti la forza dell’avversario e contro l’avversario stesso, così che siano gli stessi movimenti d’attacco dell’avversario a determinare di riflesso i movimenti di difesa e il successivo contrattacco. Con un numero limitato di movimenti è possibile neutralizzare praticamente tutti i tipi di attacchi così da permettere in un tempo relativamente breve, di apprendere e sperimentare le nozioni di base per l’autodifesa.

  • Utilizzo della Forza dell’Avversario
  • Economia dei Movimenti
  • Semplicità di Apprendimento
  • Nessuna Forza per Utilizzare le Tecniche
  • La Difesa è l’Attacco!

Questa intrinseca semplicità del Wing Chun lo rende al contempo efficace e affascinante e riflette una filosofia di vita che da importanza alla sostanza delle cose e non alle cose esteriori. Per esempio in questa tecnica non sono presenti “finte” che hanno lo scopo di indurre in errore l’avversario, o particolari evoluzioni stilistiche che hanno il solo scopo di alimentare la vanità di chi le fa: le energie non vanno sprecate ma indirizzate nel modo più efficiente e veloce verso lo scopo.

 

SE LA VIA E’ LIBERA AVANZA

Se è possibile il combattente porterà l’attacco direttamente sull’asse centrale dell’avversario. Questo vuol dire che l’attacco non arriva di lato o da un angolo ma viene eseguito avanzando seguendo il cammino più corto, la linea retta.

SE LA VIA NON E’ LIBERA ATTACCATI AL TUO AVVERSARIO

Nei metodi tradizionali di autodifesa un volta che viene bloccato un colpo sferrato all’avversario si tende a indietreggiare, questo succede per prepararsi a parare il colpo dell’avversario o per preparare un nuovo attacco. Nel Wing Chun accade il contrario: non appena le nostre braccia entrano in contatto con quelle dell’avversario bisogna mantenere una costante pressione verso la linea centrale senza tirarsi indietro. Sia il contatto che la pressione vanno mantenuti.

SE LA FORZA DELL’AVVERSARIO E’ SUPERIORE CEDI

Si intende che ogni nostra reazione è direttamente provocata da un’azione dell’avversario, ai colpi non ci si oppone con la forza ma se ne sfrutta direttamente la dinamica. Questo concetto è riassunto dalla famosa frase di Bruce Leela mia tecnica è la tecnica dell’avversario”.

SE L’AVVERSARIO INDIETREGGIA SEGUILO

Questo principio è la conseguenza di una costante pressione in avanti. Grazie ad una costante pressione in avanti è possibile penetrare progressivamente in ogni apertura che si presenta, così come accade per l’acqua.


Dalle Origini della Leggenda…

Le origini del Wing Chun si confondono tra storia e leggenda. La leggenda narra che tutto ebbe origine dalla diaspora dei monaci del monastero Shaolin nel XVII sec., quando i monaci si opponevano al potere della dinastia Chin e quest’ultima decise la distruzione del monastero e lo sterminio dei monaci stessi. I sopravvissuti si diedero alla macchia e tra questi vi era una monaca di nome Ng Mui. Ng Mui cominciò a elaborare una nuova arte marziale, non basata sulla forza fisica, ma che offrisse anche ai più deboli la possibilità di difendersi. Si dice che la monaca ebbe l’ispirazione dopo avere osservato una feroce lotta tra una volpe e una gru. Alla base di questa nuova arte marziale vi era il concetto di economia del dispendio energetico richiesto dai movimenti e quello di sfruttamento della forza dell’avversario da usarsi contro l’avversario stesso. Ng Mui insegnò poi la sua tecnica ad una giovane e bellissima ragazza di nome Wing Chun, che grazie alla nuova tecnica riuscì a difendersi da un prepotente locale che la voleva insidiare e a sposare l’uomo che amava veramente. Wing Chun diede anche il nome alla nuova arte marziale il cui significato letterale è “bella primavera” o “primavera perenne” secondo altre versioni. Da Wing Chun in poi la tecnica si trasmise tramite rapporti maestro/discepolo per lungo tempo fino a diventare patrimonio di un gruppo di attori di una compagnia teatrale detta “Giunco Rosso”. Costoro in quanto attori giravano sempre con il viso pesantemente truccato e ciò li rendeva di fatto irriconoscibili.

Una versione parallela a questa vuole che tra gli scampati al massacro del monastero Shaolin ci fosse il Gran Maestro Chi Shin. Questi si rifugiò nella compagnia del “Giunco Rosso” dove elaborò le tecniche del bastone lungo che si sarebbero fuse con le tecniche elaborate da Ng Mui.

Un’altra versione ancora parla invece di come il Wing Chun sia stato portato nel sud della Cina dal maestro Cheun Wu, conosciuto come musicista, attore e conoscitore di arti marziali. Sarebbe stato lui quindi a portare il Wing Chun negli ambienti del “Giunco Rosso”.

… ad Oggi

Attraverso i secoli, grazie alla tradizione del rapporto maestro/allievo, si giunge alla figura di Leung Jan e del suo discepolo il Gran Maestro Yip Man, figura mitica del Wing Chun nonché grande storico di questa tecnica. A Yip Man e al suo allievo Wong Sou Long fanno riferimento tutte le scuole moderne di Wing Chun, fino ad arrivare al suo esponente più celebre Bruce Lee!