Mente allenata, nessun ostacolo!

15 Set

Iniziare un corso di Arti Marziali pensando che possa aiutare a risolvere i conflitti relativi alle violenze è sbagliato. Ovviamente molte persone, soprattutto le donne, si avvicinano alle discipline marziali alla ricerca di una maggiore sicurezza appagata dall’esercizio fisico…
Quello che non sanno è che questo approccio non risolverà tutte le loro paure se insieme al corpo non sarà allenata anche la mente. Bisogna rendersi conto che la mente è il punto di partenza, se non funziona correttamente, tutti gli altri sforzi e i sacrifici in palestra sono inutili.

Vi è mai capitato di assistere ad un allenamento fantastico e poi vedere le stesse cose, applicate in un contesto di vita reale dalle stesse persone e assistere ad un totale casino? Ogni principio e qualsiasi bellezza della tecnica persi. Questo è il risultato di allenamenti sbagliati, mirati esclusivamente all’esercizio del corpo. Molti credono che ripetere tante volte lo stesso movimento stimoli l’istinto a fare lo stesso in automatico… ovviamente si, ma fate ben attenzione! Se per una piccola casualità, c’è una minima variante, sarete completamente impreparati; ed ecco che viene fuori il casino descritto in precedenza.

I vecchi Maestri di ari marziali erano soliti dire che il loro compito era “aiutare a risolvere i problemi della vita”, i conflitti intesi non non come atti di violenza, ma come conflitti interiori, quelli lavorativi, familiari, ecc. La cultura Orientale nelle arti marziali rispecchia infatti il loro modo di vivere, di affrontare le molteplici situazioni adattandosi giorno per giorno.

Un esempio è l’espressione del proprio “chi” mediante tecniche di rilassamento, liberarsi dal negativo e riempire lo spirito di positività.  Anche se noi occidentali ignoriamo ancora tutte le ragioni che portino all’utilizzo di queste tecniche, per fortuna negli ultimi anni pare che questa tendenza stia cambiando. Si stanno indubbiamente sviluppando anche qui quelle pratiche che aiutano ad equilibrare la mente col corpo, anche se eseguite al nostro modo superficiale e che quindi trovano la loro utilità solo nel breve lasso di tempo della pratica stessa.

Trovare sfogo alle proprie tensioni anche con la pratica sportiva è di certo una cosa utile, ma bisogna rendersi conto che il tutto è limitato al tempo dell’esercizio, in quanto se un problema esiste, questo sicuramente si ripresenterà. Sviluppare una “serenità mentale” è una pratica molto complessa, radicata nel profondo dello spirito e deve entrare pian piano a far parte della nostra cultura, convincendoci che possa realmente aiutarci.

Il corpo si muove perché è la mente a guidarlo. Se dei movimenti risultano ostacolati, quelli sono impulsi negativi del nostro cervello. Per muoverci correttamente dobbiamo quindi liberare i nostri pensieri cosicché quando eseguiamo un movimento istintivo, il primo movimento è quello corretto. I movimenti che seguiranno saranno quasi sempre sbagliati, perché la mente si lascerà condizionare da una molteplicità di fattori esterni (paura, rabbia, ragionamento…) .

Avere una mente sempre calma, lucida, non è così semplice ma possiamo allenarci a farlo iniziando a pensare a stare bene quando ci muoviamo, disinteressandoci da chi abbiamo davanti e concentrandoci solo su noi stessi. Successivamente valuteremo quello che ci circonda per poi rispondere in maniera adeguata, calma e controllata.

Praticare arti marziali significa quindi allenarsi anche dalle “distrazioni”, controllare ciò che può turbarmi e accettarlo in modo naturale. Conoscere e accettare innanzitutto se stessi per stare bene anche con quello che ci circonda.

Shifu Rocky

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V grado Sup. (Nei Jia) della Wing Chun Basement
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