Ludum et cogito ergo sum, l’ umiltà dell’ autoanalisi

Autoanalisi
11 Gen

Nel caso aveste deciso di iniziare bene l’anno nuovo inscrivendovi ad un corso di Arti Marziali, bravi! Se avete optato per il Wing Chun, bravissimi! Se tra i corsi di Wing Chun avete scelto il nostro allora siete dei perfezionisti! 🙂

Quando si inizia una pratica nelle Arti Marziali la maggior parte delle persone pensa a fare bella figura, pavoneggiandosi di essere abili o di frequentare un corso. Questo genere di entusiasmo è comprensibile fino a quando, nel corso degli anni, iniziano a chiedersi cosa si vuole realmente dalla disciplina oppure quando sono fatti notare degli errori di impostazione. 

Come facciamo a spiegare ad una persona che ha la patente da tanti anni che comunque guida male? Come posso contestare degli errori di natura tecnica evitando che l’argomento diventi umiliante o se di fronte abbiamo una persona chiusa che non accetta consigli?

Iniziamo col dire che gli errori si fanno quando si ha una scarsa consapevolezza di ciò che si sta facendo. Se arrivate al punto di litigare quando vi vengono fatti notare degli errori, oltre ad essere miopi mancherete anche di umiltà e autoanalisi. La persona esperta invece accetta di buon grado consigli e critiche perché sta già percorrendo un percorso di introspezione.

Se siamo degli esperti piloti, quando saliamo su una vettura ci renderemo subito conto se chi è alla guida ha padronanza del veicolo, la sua intraprendenza, il nervosismo, ecc.  Lo stesso discorso vale per le Arti Marziali. Se abbiamo capito come gestire noi stessi riusciremo a notare l’abilità degli altri, al contrario sarà come non aver mai guidato un’auto e non comprendere ad esempio la potenza del motore o la stabilità del veicolo. Andare oltre, significherà avere ben chiari i propri obiettivi ed avere un approccio mentale e tecnico appropriato.

Gestire se stessi è la cosa più difficile in assoluto, in quanto ci si scontra con la terribile scoperta di una scarsa consapevolezza di se. Un errore comune è infatti voler conoscere valutare gli altri prima di essersi auto valutati. Si rischia così di emulare e di danneggiare noi e coloro che si affidano a noi, perché copiare senza comprendere, senza riflettere, analizzare quello che si sta facendo, senza un’autovalutazione o espressione di noi in quello che si fa, risulterà essere solo un movimento vuoto… “Cogito ergo sum”.

La nostra intelligenza può prendere il controllo della situazione e valutare cosa occorre alla nostra preparazione, un’analisi realizzabile solo se cambiamo obiettivo immaginando “noi stessi in tutte le situazioni possibili”. Nonostante nel nostro ambito sia richiesta una notevole concentrazione, ricordiamoci che “si gioca con le mani” e questa duttilità mentale nel “giocare” e rivolta sia verso il nostro compagno quando c’è, sia immaginandolo quando non c’è.

Se questa ultima frase non è chiara, provate a leggere alcuni libri che parlano della concentrazione e di come sviluppare e percepire sensazioni con l’aiuto dell’immaginazione. Purtroppo non è così semplice combattere “giocando” da soli, perché questo gioco comprende un’elevata conoscenza tecnica e ogni singolo movimento andrebbe analizzato per non commettere gli errori comuni di cui abbiamo parlato all’inizio.

Ludum et cogito ergo sum…

Shifu Rocky

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V grado Sup. (Nei Jia) della Wing Chun Basement
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