Cosa cerca la donna in un corso di Arti Marziali

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07 Dic

Una volta ho detto ad una donna che voleva iscriversi al corso “Valuta bene perché da me non si fa ginnastica” – la sua risposta è stata “se volevo fare ginnastica, andavo a fare nuoto o atletica, io son venuta per imparare a difendermi.

Quelle che seguono sono delle considerazioni personali che potrebbero aiutare chi insegna come me, ma rileggendo, mi rendo conto che potrebbero essere anche un consiglio alle donne che si approcciano all’Arte Marziale e uno spunto di riflessione per gli uomini che hanno la fortuna di allenarsi con loro.

La leggenda narra che è stata una donna a inventare il Wing Chun e quindi chi meglio di una donna, nonostante siano fisicamente meno temprate, può dimostrare l’autorevolezza dell’applicazione della disciplina?
Fatta questa premessa, è possibile fare alcune considerazioni su quegli elementi ricercati dalla donna che si approccia ad un corso marziale in palestra.

Innanzitutto sicurezza, duttilità e semplicità degli esercizi, efficacia e tutto ciò che si coniuga con il proprio carattere, sempre accreditato da un ambiente sereno e professionale, costituito da persone che non facciano discriminazioni di genere e che si allenino alla pari.

Una donna determinata vuole determinazione in chi insegna. Velocità e strategia, comprendere la forza del proprio corpo e non quella muscolare.

Proprio considerando la “forza”, spesso si è tentati di credere che alcuni esercizi, o movimenti, non siano efficaci per il gentil sesso o che non gli servano. Questo approccio è sbagliato proprio in considerazione del fatto che una donna che si iscrive ad un corso di Arti Marziali, lo fa soprattutto per proteggersi dagli uomini e diventa quindi fondamentale per lei assorbire tutto il repertorio di un corso del genere.
Movimenti atletici, esercizi stancanti e tecniche prestabilite non servono. La donna deve provare, deve percepire la difficoltà in quanto è consapevole che per strada non si ha scampo. Deve impegnarsi tre volte di più di un uomo e deve essere fortemente motivata, avere la consapevolezza di chi sa perfettamente dove vuole arrivare.

Alla Wing Chun Kombat Milano, l’apprendimento della disciplina avviene per gradi. Iniziamo con la coordinazione, l’equilibrio e la simultaneità con esercizi a vuoto. Aprire la mente con la fantasia per simulare il combattimento con un possibile aggressore, rendendo automatici i movimenti per poi svilupparli in esercizi di coppia mirati.
Lo studio interiore della disciplina marziale è successivo alla piena consapevolezza del proprio corpo. Lo studio delle strategie di difesa personale ottime per l’introduzione al Chi Sao e al colmare il bagaglio tecnico.
La difesa, anche se grezza, è comunque un bene purché si difendano, il saper reagire ad un’aggressione. Col tempo e la pratica, la difesa diventerà marziale, precisa, pulita, elegante, calma e potente sino a rendere uno scudo il proprio corpo.
La cosa più difficile sarà apprendere che una volta impossibilitati a scappare da un’aggressione (sempre preferibile), sarà necessario cambiare strategia e approccio mentale. Nel momento in cui un colpo di fortuna non basterà e si verrà bloccati, afferrati, buttati a terra, qui le parti si dovranno invertire, sarà lei a cercare il contatto con l’aggressore, a chiudere la distanza… la preda diventa aggressore e viceversa.

<< Noi siamo lupi con la pelliccia da pecora >>

Shifu Rocky

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V grado Sup. (Nei Jia) della Wing Chun Basement
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