Condivisione del sistema

09 Nov

Nei tempi passati, divulgare questo sistema, era pressoché impossibile nel senso che i maestri custodivano segretamente i misteri del Kung Fu.
Non essendo un arte spettacolare, il Wing Chun era definita un arte d’élite per pochi intimi, per persone pazienti che vedevano il sistema come una filosofia di vita; in generale in Oriente è così per tutte le discipline, ma questa comunque rimaneva un po più nascosta.

Naturalmente questo sistema in occidente non è stato pubblicizzato più di tanto, poiché ancora oggi se si parla di Bruce Lee viene in mente subito il JKD con tutta la sua spettacolarità.

Il Wing Chun è come quell’aurea invisibile che ti permette di essere o fare qualunque cosa ma rimane in ombra, non si vede e quindi viene attribuito il merito dei movimenti ad un sistema definito.

La mia esperienza o passione che sia, mi ha permesso di vedere il Wing Chun in tutto ciò che circonda l’essere umano, quindi non tenerlo nell’ombra, ma attribuirgli il giusto merito. Con determinate ideologie si possono concepire tutte le discipline, si possono modificare, renderle personali e renderle piacevoli anche nella loro monotonia, la forma più lenta  e apparentemente insignificante diventa importante e da queste cose scattano i piaceri dell’arte.

Per adesso stiamo parlando di discipline quindi cose materiali, ma c’è ben altro di molto più profondo che avvolge questo mistero.

Il Wing Chun cresce lentamente internamente ed esternamente, le persone che lo praticano entrano in un vortice di sensibilizzazione personale che per i primi anni non da alcuna sensazione o meglio ne da ma sono ancora nella norma.

Con il passare degli anni il sistema scava lentamente in profondità nella mente, del corpo, entra nei pensieri, nella quotidianità, sino al punto di non poter fare a meno di pensarci o parlarne, così che i gesti diventano naturali.

Insegnare queste cose diventa un compito arduo. Inizialmente il praticante ricerca le solite tecniche comuni di difesa, piuttosto che di attacco, ecc… ma è con il tempo che il ruolo dell’insegnate diventa fondamentale, diventa un amico, un fratello maggiore, un padre spirituale che deve accompagnare il praticante in questo Universo sconosciuto chiamato (se stessi). La ricerca di noi, delle nostre paure, dei limiti e tutte quelle cose che sono diventate inutili, ma che quando capitano ci prendono alla sprovvista proprio per il fatto che non ci conosciamo.

La consapevolezza e la conoscenza sono la cosa principale. Non è importante allenarsi tanto, è importante allenarsi sapendo cosa fare con la consapevolezza e con la coscienza, seguendo inizialmente regole precise: se non si è perfetti nei minimi particolari non si otterrà mai il massimo da se stessi, poiché ci sarà sempre l’errore che ci sorprenderà.

Alcune persone scettiche del sistema, se accompagnate nel modo corretto diventano discepoli; non tutte le persone sono predisposte al Wing Chun, come vuole la leggenda, solo poche elette avranno il privilegio di accompagnare qualcuno, che fino ad allora era uno sconosciuto in questo meraviglioso universo chiamato ETERNA PRIMAVERA, le altre divulgheranno un sistema che ad una certa età non servirà più a nulla, non sarà “eterno” e quindi non sarà Wing Chun.

Shifu Rocky

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V grado Sup. (Nei Jia) della Wing Chun Basement
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